Tschko da Ufficiale di Artiglieria

VALUTO E ACQUISTO CIMELI MILITARI FINO AL 1945

Tschko da Ufficiale di Artiglieria 1 WW  Austria Ungheria

Tschko da Ufficiale di Artiglieria 1 WW Austria Ungheria

L’arma di artiglieria dell’esercito italiano è nata dalla fusione di quella piemontese con quella degli stati dell’Italia centrale e meridionale, avvenuta con decreto del ministro della guerra, generale Manfredo Fanti, il 24 gennaio 1861.Il primo ordinamento, derivato da tale decreto, comprendeva un reggimento operai cioè l’Arma del genio, mentre l’artiglieria veniva divisa in artiglieria da piazza e artiglieria da campagna.

Fu una batteria del 7º reggimento artiglieria che aprì la famosa Breccia di Porta Pia dando l’avvio alla definitiva presa di Roma del 1870.Successivamente l’artiglieria da piazza venne trasformata in artiglieria da fortezza. Le esperienze franco-prussiane fecero rilevare la fondamentale importanza che l’artiglieria andava assumendo nell’economia dell’impresa bellica, determinando una continua evoluzione dei quadri ed una specializzazione all’interno dell’Arma.

Ciononostante, all’inizio della prima guerra mondiale, poteva disporre di poco più di 2.000 bocche di fuoco ma, nel corso della campagna, ne furono costruite ben 23.000, di vario calibro, la cui azione si rivelò determinante per contenere l’offensiva nemica del giugno 1918.La seconda guerra mondiale chiede già nuove necessità tattiche, essendosi aggiunta alla tradizionale concezione di impiego, la rilevante consistenza dell’apporto di fuoco dell’aviazione. Si dovette inoltre sviluppare in modo del tutto nuovo le caratteristiche dell’artiglieria contraerea e di quella controcarri.

L’artiglieria italiana odierna, come quella di tutti gli eserciti moderni, è condizionata dall’esplosivo nucleare e dall’adozione dei missili.

 

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